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Le olimpiadi di Atene del 1896

Abbiamo sempre parlato di medaglie d'oro: a dire il vero queste compariranno a partire dall'Olimpiade di Londra del 1908, al primo classificato andava una medaglia d'argento ed una corona di olivo, al secondo una medaglia di bronzo ed una corona di alloro mentre al terzo soltanto..l'onore di essere arrivato terzo.
Durante il Congresso del 1894, che vede la nascita del CIO, viene stilato anche un calendario per i Giochi che prevede la prima edizione a Parigi nel 1900, durante la Fiera Internazionale , che si terrà nello stesso periodo.

Ma perché aspettare sei anni?

La Grecia rompe gli indugi ed avanza la sua candidatura per una edizione da disputarsi ad Atene nel 1896; cosa che viene accettata dal CIO. E cosi i Giochi Olimpici dell'era moderna ripartono dalla Grecia dove erano cominciati circa 2500 prima. Ma le cose non filano lisce in quanto una grave crisi economica attanaglia il Paese, che, a voce del suo ministro greco Trikoupis, intende rinunciare. Comunque in caso di rinuncia di Atene, è pronta a candidarsi Budapest anche perché lo stato ungherese celebra, nel 1986 il millennio della sua fondazione. Coubertin deve recarsi ad Atene per convincere (in quella che lui definirà nelle sue memorie "la conquista della Grecia" ovvero "la battaglia di Atene") la famiglia reale ad interessarsi dell'organizzazione dei Giochi. Ed in una celebre conferenza il 24 novembre 1894 Coubertin, che non si ferma di fronte a nessun ostacolo, tratta in tre punti distinti il tema dell'educazione sportiva, il tema dell'olimpismo ed il tema pratico dei giochi riuscendo alla fine ad avere l'appoggio della casa reale.
Un regalo, veramente reale, da parte di un mecenate greco, Giorgios Averoff (che alla fine donerà quasi un milione di dracme), e la vendita di una emissione speciale di francobolli, ancora oggi estremamente ricercata dai collezionisti, permettono la ricostruzione dello stadio panatenaico di Atene, la realizzazione di un velodromo (333.33m. di sviluppo con curve rialzate e con gradinate da 7.000 posti) e di un campo di tiro(400m. X 120m. con spogliatoi e servizi); mentre lo "Zappeion" viene utilizzato per incontri di scherma. Con le sue colonne di marmo bianco e la sua forma ad U allungata rinasce così lo stadio della Grecia antica. Anche le iniziative promozionali sono modeste e la copertina del "Rapporto Ufficiale" (due volumi che contengono, il primo una ricerca sulla storia delle olimpiadi antiche, ed il secondo la descrizione delle gare) è tutt'oggi riconosciuta come affiche ufficiale dei Giochi. L'inno olimpico, opera del musicista Spyros Samaras e del poeta Costis Palamas, viene interpretato da un enorme coro che ha come orchestrali il corpo militare, la marina, la banda municipale e termina con un' ovazione generale.

 

stadio panatenaico di Atene

Sono nove le discipline di cui si conoscono i risultati: atletica, ciclismo, scherma, ginnastica, sollevamento pesi, lotta, nuoto, tennis, tiro; mentre prove di canottaggio non sono disputate per il brutto tempo. Erano previste anche regate veliche e prove con barche a motore ma non è chiaro se non siano state disputate per brutto tempo o per mancanza di concorrenti.
L'equitazione, il crichet ed il calcio, di cui si parla nel "Bulletin du Comité Interantional des Jeux Olimpiques", vengono esclusi per difficoltà di trasporto dei cavalli e permancanza di concorrenti. Le nazioni presenti sono Australia, Austria, Bulgaria, Cile, Danimarca, Francia, Gran Bretagna, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Svizzera, Svezia, USA. Con l'Italia ammessa di recente, grazie a Rivabella, un tiratore di cui si conosce solo il cognome, che avrebbe partecipato, secondo recenti studi, ad alcune prove.
Subito dopo l'apertura ufficiale, presieduta dal principe ereditario Costantino, davanti a circa 70.000 spettatori, con uno squillo di tromba, si aprono i Giochi. Le prime gare sono le eliminatorie sui 100 metri piani. Ma la prima medaglia delle prime olimpiadi dell'era moderna è vinta da un atleta a stelle e strisce nel salto triplo: si tratta di James Connolly, studente dell'Università di Harvard, che risulta anche argento nel salto in alto e bronzo nel salto in lungo. I 100 metri sono invece vinti da un altro americano Thomas Burke (con secondo il tedesco Hofmann - a 2 metri -, come riportato nelle classifiche ove i distacchi erano segnati, non a tempo, ma a metri) che conquisterà pure la medaglia d'oro nei 400 metri ; curiosa è la partenza di questo atleta rispetto agli altri concorrenti, in quanto, precursore di velocisti che lo seguiranno negli anni, parte, per avere maggior spinta, con mani e piedi posati contemporaneamente al suolo. Ancora americani nei lanci e nei salti ove Robert Garrett vince nel peso e nel disco, mentre Ellery Clark mette due ori al collo nel salto in alto e nel salto in lungo.
Nel nuoto, che si disputa nelle acque del Pireo, alquanto fredde per il maltempo che imperversava, la parte del leone spetta all'ungherese Hajos che vince due delle tre gare in programma (con una quarta gara riservata ai marinai).
Il maggior numero di medaglie spetta però al ginnasta tedesco Carl Schuhmann che ne conquista tre di oro (volteggio a cavallo, sbarra a squadre e parallele a squadre); partecipa inoltre nella lotta greco romana ove vince ancora l'oro mentre è bronzo nel sollevamento pesi (alzata con due braccia); rimane invece all'asciutto nell'atletica ove gareggia sia nel lancio del peso che nel salto in lungo.
Anche il francese Paul Masson fa il vuoto nel ciclismo ove sbaraglia il campo nei 333,33 metri a cronometro, nella gara di velocità dei 2.000 metri e nei 10 chilometri. La prova individuale su strada invece va all'atleta di casa Aristidis Konstantinidis, mentre le gare in pista sono dominate dal francese Leon Flameng (100 chilometri) e dall'austriaco Adolf Schmal (12 ore, in cui si sono percorsi 315 chilometri). Trovano gloria anche i fratelli americani John e Summer Paine, oro e argento nel tiro da 25 metri con pistola automatica (con Summer vincitore anche nella stessa gara ma categoria militare).
Da tener presente che mentre gli atleti di casa sono in grannumero - non c'era ancora il limite per nazione - per gli stranieri, soprattutto quelli di oltre oceano che dovevano pagarsi viaggio e trasferta, la presenza è alquanto modesta. Singolare è l'arrivo degli USA che pensavano di sbarcare una decina di giorni prima dell'inizio delle gare, ma non avendo tenuto conto della differenza tra il calendario americano e quello greco, si trovano a gareggiare il giorno dopo il loro arrivo.
Il Rapporto Ufficiale descrive un fatto curioso avvenuto durante la gara di sollevamento pesi: il Principe Giorgio, dimostrando un forza "Ercolina", riceve applausi ed acclamazioni per aver spostato un attrezzo di pesistica con estrema facilità, aiutando così un inserviente che non riusciva a muoverlo.

l'Ungherese Hayos
l'Ungherese Hayos

 

Arrivo del greco S.Louis nella gara della Maratona

I greci, che non avevano brillato, come si aspettavano, sull'andamento generale dei Giochi, si vedono premiati l'ultimo giorno. Una ovazione straordinaria e pianti di gioia riempiono lo stadio, quando un piccolo pastore greco Spiridon Louys, entra per primo nello stadio e vince la Maratona. L 'ultimo giro di pista sarà effettuato in compagnia del principe Giorgio e del principe ereditario Costantino, che, consapevoli del vantaggio di Spiridon, erano scesi dalla tribuna, per rendergli in questo modo il massimo degli onori.
La gara della maratona evocava la corsa eroica di Filippide che, nel 490 a .C., dopo aver percorso i 42 chilometri che lo separavano da Maratona all'Acropoli greca, annunciava ai suoi compatrioti la vittoria degli ateniesi sui persiani; e pagava con al morte lo sforzo sostenuto.
Questa gara poteva parlare un po' di italiano con il marciatore lombardo Carlo Airoldi che, ritenuto professionista perché aveva avuto in premio 2.000 pesetas come vincitore della Torino-Marsiglia-Barcellona, si vede respinta la domanda di iscrizione. A nulla vale anche l'intercessione del console italiano Pisani Bossi che spiega agli organizzatori come tutti vincano qualcosa, gareggiando. E qui Airoldi, per dimostrare di essere un sincero amatore, si reca a piedi da Milano a Dubrovnik, traghetta fino a Patras, e poi ancora a piedi raggiunge Atene; il tutto in poco più di un mese. Ma questa storia romantica, che fa anche scalpore, non va a buon fine come dovrebbe; infatti, pur invitato e sorretto dalla Casa reale greca, Airoldi, non viene ammesso alla partenza! E, a proposito di premi, che si doveva dire allora di Spiridon, che si vede regalare dieci anni di pasti da un oste, i servizi perpetui da parte di un calzolaio e di un barbiere, un appezzamento di terra dalla comunità greca residente in Inghilterra, un cavallo ed un carro da parte del re Giorgio I, nonché una donna per sposa, peraltro rifiutata.
La squadra italiana, che però non si è mai recata ad Atene, oltre a Rivalbella ed Airoldi, comprendeva anche Vincenzo Baroni (scherma), Giuseppe Caruso (scherma), Roberto Minervini (tiro), Angelo Porciati (atletica).

Premiazione del maratoneta greco S.Louis
Premiazione del maratoneta greco S.Louis

 

a cura di Giuseppe Barion (Presidente della Biblioteca dello Sport di Padova)

 


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