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Nelle discipline individuali come la corsa ed il ciclismo la letteratura scientifica internazionale ha delineato con estrema chiarezza il regime alimentare per l’allenamento o la competizione degli atleti di medio ed alto livello. Nel calcio, invece, non esistono ancora delle linee guida che possano riportare ad una dieta ed integrazione alimentare ideali. In questo senso, gli studi più affidabili derivano dall’analisi del modello prestativo del calciatore durante la partita. Da questi studi si evince che per il 17% del tempo di gioco i giocatori stanno fermi, per il 40% camminano, per il 35% corrono a basse velocità, per l’8% corrono ad elevate velocità e per lo 0,6% eseguono sprint. Da queste ed altre analisi risulta molto chiaro che il calciatore corre in media 10,8 km, con differenze che vanno dai 9 ai 14 km.
Se invece andiamo ad analizzare il tipo di corsa che viene effettuata durante l’intera partita (sprint, stop e ripartenze, pause e recupero), allora possiamo definire il calcio come uno sport di tipo aerobico-anaerobico, ove la parte aerobica è predominante ed è rappresentata soprattutto dai periodi di pausa e recupero.
Recenti studi hanno evidenziato l’importanza del depauperato delle scorte di glicogeno muscolare dopo una partita. Durante l'attività fisica il glicogeno muscolare rappresenta la principale fonte di energia per le cellule muscolari; il glicogeno epatico viene convertito a glucosio ad opera della fosfatasi e quindi trasportato nel sangue ( = glicogenolisi).
Nel caso in cui vi sia una deplezione di glicogeno (muscolare ed epatico) in seguito a restrizione dietetica o intenso lavoro muscolare, la sintesi del glucosio (= gluconeogenesi) avviene a partire dal catabolismo di altre sostanze, principalmente le proteine. È quindi importante, nel caso del calciatore, riprestinare le scorte di glicogeno muscolare attraverso un regime alimentare adeguato: il carico glicidico pre-partita consente al giocatore di coprire una maggiore distanza totale ed incrementare l’intensità di gioco durante tutto l’arco della partita. Il carico di glicogeno si traduce nell’assunzione, durante il giorno che precede la partita o l’allenamento, di una quantità di macronutrienti pari al 70% di carboidrati, 15% di proteine e 15% di grassi.
Durante i momenti che precedono la partita o l’allenamento e gli intervalli, si possono assumere adeguate quantità di soluzioni glicidiche.
Un’importante dieta iperglucidica, associata ad una drastica riduzione del lavoro muscolare, può provocare ritenzione di liquidi, con eventuali sensazioni di gonfiore ed accumulo di grassi nell’organismo. Da ciò se ne deduce che la produzione di importanti riserve di glicogeno a livello muscolare, può, in alcune situazioni (specifici allenamenti), provocare pesantezza ed aumento di peso. Quindi, prima di aumentare le scorte di glicogeno è necessario conoscere che tipo di lavori si dovranno eseguire durante tutto l’arco della settimana, dando priorità al carico di glicogeno solo prima della partita o quando si debbano affrontare esercitazioni in cui il motore aerobico deve rendere di più ad una certa intensità.
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