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Durante l’esercizio fisico la produzione di ammoniaca è associata al concetto di fatica; il muscolo in attività diventa il maggior produttore di ammoniaca attraverso il seguente meccanismo biochimico: AMP -> IMP (ciclo dei nucleotidi purinici)
La ricostituzione di AMP si attua durante la fase di riposo; se mancano le condizioni necessarie, IMP si trasforma in adenosina, con conseguenti problematiche di carattere energetico e tossicologico (produzione di radicali liberi).
I fattori che influenzano l'iperammoniemia da esercizio fisico sono numerosi e interessano:
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la qualità delle fibre muscolari reclutate in prevalenza durante l'esercizio
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il tipo, l’intensità e la durata dell'esercizio fisico
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le condizioni nutrizionali del soggetto (più sono compromesse le riserve di glicogeno muscolare, maggiore sarà la produzione di ammoniaca)
L’iperammoniemia e l’aumento di NH3 nei tessuti (muscolare e cerebrale) determinano l’insorgenza di fatica centrale e periferica (incoordinazione motoria, atassia, stupore, ecc).
L'iperammoniemia si manifesta più precocemente rispetto all’aumento di acido lattico, e il suo ritorno alla norma risulta essere più tardivo, anche se vi è una buona correlazione tra i due parametri.
La ridotta capacità di rifosforilazione dell'ADP è, in molti casi, la responsabile numero uno dell’insorgenza della fatica; l’aumento di ADP compromette il processo di contrazione, nel muscolo affaticato aumenta la deaminazione di AMP a IMP che porta alla formazione di NH3.
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