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Il test Bosco-Vittori sulla reattività è importante per le sue relazioni con i salti e le ripartenze dopo una rincorsa o una caduta; nei cambi di direzione su spazi brevi; per lo stato di forma e di condizione fisica del giocatore durante tutto l’arco della stagione agonistica (migliore è lo stato di forma e minori saranno i tempi di contatto al suolo, passando da circa 160-170 ms a 130-125 ms; condizione fondamentale da cui non si può assolutamente prescindere è che l’altezza di volo deve rimanere pressoché costante).
Il soggetto esegue circa 5 salti verso l’alto, mantenendo gli arti superiori liberi e senza flettere le ginocchia (le gambe devono rimanere unite e tese). La braccia vengono utilizzate per spingere e il contatto al suolo deve essere il minore possibile (una sorta di rimbalzi). Ovviamente il soggetto deve cercare di saltare il più alto possibile.
Ricavando la potenza anaerobica alattacida della muscolatura delle gambe attraverso i tempi di contatto e di volo medi + una formula che tenga conto dell'accelerazione di gravità, è possibile indagare sulla capacità del muscolo di esprimere alti valori di forza durante il lavoro eccentrico e concentrico. A seconda dei valori riscontrati, è possibile indirizzare maggiormente l’allenamento verso la forza o verso la velocità. Valori medi nel calcio sono pari a circa 70-80 watt. Cinque sono invece le valutazioni stagionali di questo test.
Bibliografia:
CARMINATI, DI PALMA E SCALA: METODO SPERIMENTALE PER LA PREPARAZIONE ATLETICA DEL CALCIATORE; CALZETTI MARIUCCI 1997
Bosco C.:
“La valutazione della forza con il test di Bosco” - S.S.S.;
Roma, 1992.
Bosco C.: “La forza
muscolare-aspetti fisiologici ed applicazioni pratiche” – S.S.S.;
Roma, 1997.
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