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La funzione principale del portiere è quella di evitare che la palla entri nella propria porta. A questo proposito esso può prendere il pallone solo se questo si trova all’interno della propria area di rigore.
I movimenti del portiere possono essere così riassunti:
Posizione preparatoria o di attesa
Uscita dai pali
Occupazione dello spazio tra la porta ed il pallone
Tuffo
Presa
Deviazione
Rimessa con le mani
Rimessa in gioco con i piedi
Rinvio
POSIZIONE PREPARATORIA O DI ATTESA DEL PORTIERE
La posizione preparatoria o di attesa del portiere è caratterizzata dal contromovimento rispetto all’azione successiva. Ciò significa che il portiere dovrà adottare una posizione che gli permetta di saltare o tuffarsi nel modo più efficace possibile. Il punto di riferimento per assumere la corretta posizione è il baricentro, che dovrà essere piuttosto alto nel momento in cui la palla si trova lontana dalla porta, basso man mano che il pallone si avvicina.
Il motivo per cui il baricentro si abbassa notevolmente quando l’attaccante si trova all’interno dell’aria di rigore è da ricercare nella capacità del portiere di essere più veloce nell’effettuazione dei movimenti di tuffo e salto. Le gambe devono essere divaricate, (larghezza spalle), i talloni appena sollevati dal suolo, le braccia flesse vicino al corpo e il palmo delle mani rivolto in basso ed in dentro. Lo sguardo deve essere rivolto al pallone, con una visione periferica più ampia ed attenta possibile.
USCITA DAI PALI
L’uscita dai pali può essere bassa, alta, a mezza altezza, frontale o laterale.
La tecnica di uscita varia a seconda che la palla arrivi frontalmente o lateralmente; in ogni caso l’intervento deve essere effettuato nel punto più alto possibile, oppure in anticipo.
Il requisito più importante che deve possedere un portiere quando esce dai pali è il coraggio!
OCCUPAZIONE DELLO SPAZIO TRA LA PORTA ED IL PALLONE
Come punto di riferimento, il portiere dovrebbe trovarsi sulla bisettrice dello spazio angolare avente come vertice il pallone e per lati le linee che congiungono la palla ai pali della porta. Questa regola può subire variazioni a seconda dell’azione e/o del posizionamento dei compagni.
Ciò che è importante è che il portiere non si trovi, a parte alcuni casi, nella linea di porta. Più il portiere si porta verso il pallone, minore sarà la visione della porta libera da parte dell’ attaccante. È ovvio che la posizione in avanzamento del portiere deve essere regolata in relazione alla posizione del pallone, senza lasciarsi ingannare da un eventuale pallonetto.
TUFFO
Se il pallone arriva troppo veloce o lontano dal punto in cui si trova il portiere, è necessario tuffarsi, cioè dare vita ad un’azione aerea con successiva ricaduta.
Il tuffo cambia a seconda dell’altezza, della distanza e della velocità del pallone. In caso di palloni radenti, vicini ed improvvisi, il portiere deve togliere l’appoggio del piede di spinta al fine di velocizzare la caduta. Se i palloni arrivano radenti da media distanza, il portiere deve compiere un passo laterale dell’arto di spinta (che è quello interno rispetto al pallone) e il corpo deve essere indirizzato verso la palla; la presa viene effettuata con i pollici convergenti.
Il tuffo sui palloni laterali a mezza altezza è il più facile da eseguire e da maggiori garanzie di successo. Lo spostamento laterale della gamba di spinta, cioè quella più vicina alla palla, è simile a quello del tuffo radente. La differenza sta nel caricamento della gamba di spinta e nella direzione della spinta stessa, che deve essere rivolta in relazione alla palla ed alla sua altezza.
PRESA
La presa del pallone cambia a seconda che il pallone arrivi rasoterra, alto o a media altezza. Anche la velocità della palla è importante, senza contare il fattore scivolosità, che si ha quando le condizioni del campo non sono ottimali.
Le tecniche migliori per prendere la palla rasoterra possono essere così riassunte:
mantenere le gambe distese, flettendo il busto in avanti frontalmente al pallone in arrivo;
posizionarsi in ginocchio laterale, con il busto ruotato verso la direzione di arrivo della palla.
La tecnica delle gambe distese viene utilizzata quando il portiere si trova già dietro la direzione della palla: le gambe sono distese ma non rigide ed i piedi sono leggermente divaricati. Un attimo prima che arrivi il pallone, il busto viene flesso in avanti, le braccia si protendono avanti-basso e le mani si portano verso la palla con i pollici rivolti all’esterno. Non appena il pallone viene preso con le mani, queste lo chiudono e lo guidano sulle braccia, per poi portarlo al petto.
Nella parata in ginocchio laterale, il ginocchio che si flette è quello opposto alla direzione di spostamento. I piedi sono orientati nella direzione dello spostamento, mentre il tronco è spostato verso il pallone. Le braccia vengono portate in basso e le mani rivolte in avanti con i pollici in fuori.
Palloni che arrivano a mezza altezza: dalla posizione di attesa, le braccia si protendono verso la palla con i palmi delle mani rivolte verso il basso ed i pollici verso l’esterno. La palla viene fermata al petto e le braccia la trattengono.
Quando il pallone arriva alto, sopra la testa o all’altezza della testa, le mani devono essere poste dietro la corsa della palla, le braccia tese (ma morbide) e le mani rivolte verso il pallone con i pollici convergenti. Le dita sono aperte e tese, ma in grado di ammortizzare l’arrivo della palla.
DEVIAZIONE
La deviazione viene effettuata quando il portiere non è in grado di prendere la palla in modo sicuro. Di solito, il portiere si distende in tuffo e raggiunge il pallone con una mano sola deviandone la traiettoria e mandando la palla verso una zona non pericolosa. La deviazione può essere effettuata anche tramite il palmo della mano o con il pugno chiuso.
In occasione di tiri violenti o con palloni bagnati, è possibile effettuare la respinta con i due pugni chiusi.
Per i palloni che arrivano frontalmente, si consiglia di usare tutti e due i pugni: nel momento in cui avviene il contatto con la palla, le braccia devono estendersi ed indirizzarla verso l’alto.
RIMESSA CON LE MANI
Se il compagno si trova appena fuori dall’area di rigore (o più vicino) e non vi è l’azione disturbatrice dell’avversario, la palla può essere trasmessa dal portiere facendola rotolare rasoterra fino ai piedi del giocatore, il quale potrà così riprendere l’azione rapidamente.
Nel caso in cui si voglia lanciare un pallone velocemente, o il campo sia bagnato, si può trasmettere la palla attraverso un movimento che parte da sopra la spalla e di seguito porta la palla a picchiare per terra per farla arrivare ad altezza e velocità controllabili dal compagno.
Se il giocatore che si vuole raggiungere e lontano dal portiere, si usa la rimessa a bilanciere, si porta cioè il braccio (con la palla) per fuori-dietro e, attraverso un’azione di torsione del busto, in avanti con successivo rilascio della palla.
RIMESSA CON I PIEDI
Quando la palla oltrepassa la propria linea di fondo campo a causa dell’avversario, viene effettuata la rimessa con i piedi all’interno dell’area di porta.
RINVIO
Il rinvio può essere effettuato al volo, oppure di drop.Il rinvio al volo viene eseguito calciando la palla davanti a se.
Il rinvio di drop si esegue nel caso in cui il terreno sia in buone condizioni. Il pallone viene lanciato in avanti e calciato sul rimbalzo del pallone sul terreno di gioco. In questo caso il pallone avrà una traiettoria più tesa e facilmente giocabile dagli attaccanti, ma è meno preciso e più soggetto ad errore.
A cura di:
Lorenzo Boscariol
http://www.my-personaltrainer.it/sport/portiere-calcio.html
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