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Attualmente il problema più pressante, relativo all’alimentazione dell’atleta, non riguarda tanto gli sportivi professionisti (controllati da personale tecnico e medico specializzato), ma soprattutto i dilettanti.
Abitudini alimentari corrette sono più che sufficienti per coprire completamente i fabbisogni nutrizionali nella quasi totalità degli individui. Non esistono alimenti particolarmente in grado di migliorare la preparazione e/o la prestazione atletica; sono soprattutto le buone o le cattive abitudini alimentari che condizionano l’efficienza metabolica e il rendimento fisico.
In passato l’alimentazione dell’atleta era orientata per lo più alla prescrizione di regimi nutrizionali, a volte strani e fantasiosi, che venivano proposti in occasione della gara.
Consenso attuale: periodizzazione nutrizionale dell’atleta da realizzarsi nell’arco dell’intera stagione sportiva.
Gli alimenti possono essere distinti in energetici e non energetici; i primi sono in grado di fornire energia meccanica, o termica per la trasformazione di energia chimica, i secondi, invece, non forniscono energia, ma sono comunque indispensabili per il funzionamento dell'organismo umano. Questi ultimi sono rappresentati dall’acqua, dai sali minerali, dalle vitamine, ecc.).
Gli alimenti energetici sono rappresentati da:
1) CARBOIDRATI => 4Kcal/g
2) PROTEINE => 4Kcal/g = quantità di energia ottenuta ossidando completamente il prodotto
3) LIPIDI => 9Kcal/g

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