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Le esercitazioni pliometriche stimolano il sistema neuromuscolare in modo tale da provocare sollecitazioni che permettono di sviluppare, in tempi molto brevi, elevatissimi gradienti di forza ad elevate velocità. La condizione essenziale perché ciò accada, è che vi sia una limitata variazione angolare delle articolazioni interessate al movimento.
Le esercitazioni pliometriche stimolano fortemente le strutture miogene (parte contrattile del muscolo) e quelle neurogene (sistema nervoso). La stimolazione più importante avviene però a livello neurogeno, dove vengono sollecitate due funzioni tra loro in contrasto: quella inibitoria e quella eccitatoria. L’equilibrio che si crea tra gli stimoli inibitori e quelli eccitatori influenzano le condizioni di realizzazione della prestazione.
Riflesso miotattico o riflesso da stiramento
L’alfamotoneurone riceve informazioni dal Sistema Nervoso Centrale (SNC) e le trasmette alle fibre, le quali si contraggono. L’alfamotoneurone, oltre a ricevere informazioni dal SNC, riceve stimoli da fibre afferenti che inviano, attraverso i betamotoneuroni, ulteriori stimoli che vanno a sommarsi a quelli provenienti dal SNC, potenziandolo e permettendo un maggiore reclutamento di fibre muscolari.
Il segnale che dal muscolo arriva al sistema nervoso centrale proviene da particolari recettori situati in parallelo con le fibre muscolari e definiti fusi neuromuscolari (o recettori di allungamento). Tali recettori forniscono messaggi riguardo la lunghezza del muscolo (cioè delle fibre muscolari).
Quando il muscolo viene stirato, contemporaneamente vengono sollecitati anche i fusi neuromuscolari, i quali inviano un segnale al sistema nervoso centrale. Se lo stiramento è seguito in tempi brevissimi da una contrazione concentrica, il segnale proveniente dai fusi si somma al segnale volontario proveniente dal sistema nervoso centrale rafforzandolo.
Le sollecitazioni inibitorie sono rappresentate dagli stimoli provenienti dai tendini, dove sono situati particolari sensori chiamati corpuscoli tendinei del Golgi (GTG).
I recettori del Golgi sono posti in serie rispetto al muscolo e rispondono a variazioni di forza che si sviluppano ai capi tendinei.
La funzione dei GTG è quella di inibire eccessivi sviluppi di forza, i quali potrebbero provocare infortuni muscolari.
L’allenamento attraverso le esercitazioni pliometriche innalza la soglia di eccitabilità dei recettori del Golgi, in modo tale da avere una migliore risposta neuromuscolare. La migliore risposta neuromuscolare si ha quando gli stimoli eccitatori del riflesso miotattico superano quelli inibitori dei GTG.
FORZA MUSCOLARE: SCHEMA BIBLIOGRAFICO DI RIFERIMENTO: "LA FORZA MUSCOLARE" Prof. Nicola Silvaggi - Atleticastudi -
Fonte:http://www.conimarche.it/documentazione/2.pdf
Gli schemi che si trovano nel capitolo Allenamento attraverso il metodo bulgaro sono stati integralmente realizzati
da Nicola Silvaggi e pubblicati nel 1997 su Atletica Studi: Silvaggi N. Lallenamento della forza nei lanci. Metodi di controllo. Atleticastudi 28 (3) 53-57 1997.
Bibliografia del testo dei vari capitoli dedicati alla forza muscolare:
Rivista di Atletica Studi: Silvaggi N-Di Molfetta. D - La forza muscolare. Metodi di sviluppo della forza. Aspetti sulla neurofisiologia muscolare
La forza muscolare. Metodi di sviluppo della forza. Lallenamento della forza massimale ed esplosiva. Atleticastudi 35 (1) 3-15, 16-28, 2004.
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