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L'integrazione idrosalina: il ruolo del calcio, del fosforo, del sodio, del cloro, del magnesio e del potassio

INTEGRAZIONE IDROSALINA NELL'ATTIVITA' FISICA: RUOLO DEGLI ELETTROLITI EXTRACELLULARI (CA, P, NA, CL, MICROELEMENTI); QUANDO REINTEGRARE?
Gli elettroliti extracellulari possono essere suddivisi in funzione alla quantità di macro e microelementi.
La concentrazione degli elettroliti extracellulari controlla la trasmissione dei messaggi intercellulari e la funzionalità di numerose attività enzimatiche; le perdite elettrolitiche possono quindi andare ad incidere sul metabolismo cellulare e su fenomeni come il release ormonale, la comparsa di alterazioni comportamentali e la fatica.
CALCIO
Il calcio rappresenta il principale catione extracellulare dell'organismo umano ed è localizzato per lo più a livello del tessuto osseo e nei denti; il restante è distribuito nei tessuti e nei fluidi organici dove in forma ionizzata svolge importanti funzioni: controllo della trasmissione dell'impulso neuromuscolare, contrazione muscolare, coagulazione ed attività enzimatiche.
Nonostante vi sia un aumento della secrezione di calcio dovuto ad un incremento della sudorazione, l'attività fisica non determina grandi variazioni della calcemia (i meccanismi omeostatici determinano una riduzione della concentrazione di calcio attraverso il sudore; una lieve acidosi con secrezione di paratormone e calcitonina, e un aumento della mobilizzazione ossea di calcio).
Di solito l'apporto alimentare di calcio è più che sufficiente a coprire le aumentate perdite; un apporto subottimale di calcio lo si può riscontrare nei soggetti anziani, nelle donne amenorroiche praticanti attività agonistica (per la concomitante presenza di bassi livelli di estrogeni; in questo caso è consigliato un incremento della dose giornaliera di calcio fino a 1500 mg/die) e nella elevata assunzione di proteine, soprattutto se viene fatta attraverso integratori (se l’aumentato apporto proteico è garantito da carne e latte, non si verifica l'effetto ipercalciurico, probabilmente per un'azione protettiva svolta dal fosforo contenuto in questi alimenti).
FOSFORO
il fosforo svolge importanti ruoli nella costituzione del tessuto osseo, nel metabolismo acido-base e nel metabolismo energetico; una variazione di fosforo durante l’attività fisica non è di particolare inportanza, ed è indotta da contemporanee variazioni della calcemia.
SODIO
La concentrazione di sodio è di fondamentale importanza per il corretto funzionamento della cellula. L'attività della pompa NA/K rende ragione del 30% del consumo di energia da parte della cellula; la pressione osmotica dei fluidi extracellulari dipende per il 90% dal NA.
Termoregolazione e reintegro idrico. L’ipernatremia, causata da progressiva disidratazione o da eccessivo apporto di sodio con le bevande, inibisce la produzione di sudore, compromettendo così la termodispersione. L’ iponatremia rappresenta invece un segnale inibitorio per il centro della sete; sono stati segnalati casi di iponatremia soprattutto in atleti che praticavano gare di ultraresistenza. Se si dovesse sviluppare l’iponatremia, è importante che vengano prontamente riconosciuti e distinti i sintomi da quelli indotti dalla disidratazione, essendo per questi totalmente diversa la condotta terapeutica.
CLORO
Il bilancio metabolico del cloro segue, in maniera stretta, quello del sodio, anche se le perdite possono essere leggermente maggiori per la presenza di un diverso meccanismo di risparmio a livello degli emuntori.
MICROELEMENTI
L'esercizio fisico porta ad un incremento delle perdite e delle necessità di elementi quali il zinco, il cromo e il rame. Un deficit di microelementi richiede, come primo intervento, la correzione del fattore causale primario (apporto alimentare, assorbimento, eventuali perdite patologiche, ecc); se tale intervento si rivela inefficace, si deve assolutamente ricorrere all’integrazione farmacologia.
II soggetto in età adulta avanzata presenta numerosi fattori che possono andare ad interferire in maniera non trascurabile con i meccanismi di termoregolazione e con il bilancio idroelettrolitico.
QUANDO REINTEGRARE?
La reintegrazione deve essere fatta soprattutto in relazione alla durata e alle condizioni atmosferiche in cui si svolge l’attività fisica. Durante le attività ultraprolungate, oppure quando le condizioni ambientali sono termicamente sfavorevoli, può essere necessario reintegrare soprattutto le perdite di NA; tale reintegrazione determina però un incremento del fabbisogno idrico generale dell'organismo (più assumiamo sodio e più il nostro fisico richiede acqua).
Nel caso in cui non si debbano svolgere determinate attività, sarà sufficiente un facile e sempre abbondante rifornimento attraverso i vari pasti.
INTEGRAZIONE IDROSALINA NELL'ATTIVITA' FISICA: RUOLO DEGLI ELETTROLITI INTRACELLULARI (K+ e MG++)
POTASSIO
Il principale catione intracellulare dell’organismo è rappresentato dal K+ (potassio), il quale risulta essere essenziale per l'attività dei muscoli scheletrici e per l'attività del muscolo cardiaco (nel corpo ci sono 115 - 130 g di potassio, di cui il 98% è intracellulare).
Durante l'esercizio fisico prevalentemente anaerobico, vi è una fuoriuscita di K dal tessuto muscolare, con conseguente aumento della concentrazione plasmatica dello stesso catione.
In seguito ad esercizi prolungati e/o ripetuti, a causa delle perdite sudorali (ma anche per mancanza di efficaci meccanismi di risparmio), si può osservare ipopotassiemia, la quale, se non adeguatamente trattata, può condurre a condizioni più o meno gravi come l’insufficienza renale.
MAGNESIO
Il contenuto corporeo di Mg è di circa 21-28 g, di cui il 60% si trova nel tessuto osseo e il 20% nel muscolo scheletrico; le cellule contengono circa il 38% del magnesio totale.
Livelli giornalieri raccomandati di magnesio ammontano a circa 6 mg/kg.
A livello intracellulare il Mg si lega all'adenosintrifosfato agendo come trasportatore di cariche energetiche necessarie per il funzionamento della pompa NA/K (pompa sodio potassio).
Esso compete con il CA++ a livello dei siti di membrana (mantenendo bassi i livelli di ioni calcio a riposo) e può interferire con l’ attivazione ed il rilascio del calcio a livello muscolare, attraverso un sistema di calciomodulazione, o calcioantagonizzazione.
Il magnesio entra come costituente essenziale (coenzima) in oltre 300 enzimi, svolgendo un ruolo di fondamentale importanza nella produzione e nel trasporto di energia.
Nella glicolisi, il magnesio entra a far parte in 5 tappe.
Altro:
è indispensabile assieme al CA++ nell'azione della piruvato-deidrogenasi;
interviene attivamente nella sintesi proteica degli acidi nucleici, dei carboidrati e dei lipidi;
è l'attivatore della contrazione muscolare.
CARENZA E REINTEGRO DI MAGNESIO
Carenza
Il deficit di magnesio si manifesta attraverso i seguenti sintomi:
astenia, apatia, debolezza muscolare, irritabilità, tremori, fascicolazioni muscolari, crampi, tetania e convulsioni.
Reintegro
Il reintegro delle perdite di magnesio deriva soprattutto dalla necessità di mantenere gli equilibri intra ed extra cellulari. La carenza di tipo assoluto è difficilmente riscontrabile.

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