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Mal di montagna

Sintomi: i disturbi sono caratterizzati da cefalea, perdita dell’appetito, nausea e vomito, ronzii alle orecchie, vertigini, lieve difficoltà a respirare, tachicardia, astenia, difficoltà a dormire; tutti questi sono compresi sotto il termine di mal di montagna.
Terapia: nella maggior parte dei casi si risolve il tutto con dell’Aspirina e un po’ di riposo.
NB: il mal di montagna è provocato soprattutto dalla diminuzione dell’ossigeno nell’aria, ma anche la diminuzione della temperatura esterna e la disidratazione hanno qualche influenza.
Già a quote di circa 2900 m, il 57% delle persone, secondo alcuni studi, ha almeno un sintomo di mal di montagna; di questi, il 6% non riesce a proseguire l’escursione. Alla quota della Capanna Margherita (4559 m), il 30% delle persone deve ridurre l’attività o restare a letto, e il 49% accusa comunque sintomi più lievi. La conseguenza più pericolsa è rappresentata dall’edema cerebrale (HACE).
Il mal di montagna (AMS) più frequente e pericoloso è il tipo acuto, cioè quello che compare all’improvviso durante un ascensione ad alta quota.
La causa principale del mal di montagna è la diminuzione dell’ossigeno nel sangue o ipossiemia, che provoca un aumento della permeabilità dei capillari con conseguente fuoriuscita di liquidi (edema) nei polmoni e nel cervello.

L'edema polmonare (HAPE) é dovuto al passaggio di acqua negli alveoli che normalmente contengono aria; causa grave insufficienza respiratoria. Si manifesta con difficoltà alla respirazione e tachicardia, tosse inizialmente secca e successivamente con sputo rosa e schiumoso, respiro rumoroso (rantolo), oppressione toracica e grave prostrazione. L’edema polmonare da alta quota si riscontra con più frequenza nei giovani, specie di sesso maschile.
La quota in cui si manifesta l’edema polmonare sembra variare da luogo a luogo. Ad esempio, nelle Ande peruviane quasi tutti i casi si manifestano dopo ascensioni a 12.000 piedi (3.600 metri) ed oltre, nell’Himalaya ad 11.000 piedi (3.300 metri); negli Ststi Uniti sono stati descritti casi di edema polmonare dopo ascensioni a soli 8.000-9.000 piedi (2.400-2.700 metri).

Edema Polmonare (HAPE): Frequenza
Inferiore al 0,2 % per trekking o ascese in zona alpina
4% di persone colpite per trekking in Nepal a quote superiori a 4200

Edema Polmonare (HAPE): Sintomi
Almeno 2 tra: - Fiato corto (dispnea) a riposo - Tosse secca - Stanchezza – Diminuzione della capacità - Costrizione o congestione toracica

Edema Polmonare (HAPE): Segni
Sibili o rantoli in aumento sui polmoni
Cianosi
Respiro rapido e affannoso
Tachicardia

Edema Polmonare (HAPE): Prevenzione
- Ascesa lenta e graduale, e, se possibile, senza utilizzo di mezzi di trasporto in quota
- Acclimatamento in quota
- Nifedipina (ADALAT) 20 mg x 3 al giorno (partendo da 24 ore prima dell’escursione )
- Desametasone

Terapia dell’ HAPE
Ossigeno
Nifedipina ed eventualmente Desametazone
Discesa – Evacuazione del paziente

Nell'edema cerebrale (rigonfiamento dell'encefalo) si ha mal di testa resistente agli analgesici, vomito, difficoltà a camminare, progressivo torpore sino al coma.

Il mal di montagna grave si manifesta dopo sintomi più leggeri, oppure all’improvviso.

Sintomi
- Gravi disturbi respiratori fino al mortale edema polmonare acuto, cioè al passaggio di sangue negli alveoli polmonari; l’edema è determinato dall’ipertensione polmonare e dall’aumentata permeabilità della membrana alveolo–capillare. Compaiono in successione dapprima tosse secca insistente, poi, dopo alcune ore schiuma sanguigna alla bocca, grande difficoltà a respirare e senso di soffocamento; la morte interviene entro 6 ore circa se non si interviene adeguatamente.
- Edema cerebrale con forte cefalea resistente agli analgesici, vertigini, vomito a getto, confusione mentale, disorientamento spazio – temporale, allucinazioni, apatia, svenimento, rallentamento del polso e ipertensione arteriosa. La scatola cranica è rigida e il rigonfiamento del cervello comprime i centri nervosi causando i disturbi descritti fino al coma, cioè alla perdita completa della coscienza seguita dalla morte se non si interviene opportunamente.

Prevenzione del mal di montagna. Sarebbe opportuno che ogni frequentatore della montagna si sottoponesse, periodicamente, ad esami di screening, tra i quali si consigliano:
• Visita medica • Esami di laboratorio di base • ECG da sforzo •Spirometria

Quindi:
- Ascesa lenta e graduale, e, se possibile, senza utilizzo di mezzi di trasporto in quota
- Acclimatamento in quota
- Acetazolamide (DIAMOX) 250 mg x 2 al giorno (partendo da 24 ore prima dell’escursione)

La pressione Barometrica e la PIO2 alle diverse altezze può essere così schematizzata:

QUOTA (m)

PB mmHg

PIO2

 

 

 

0

760

159

1000

674

141

2000

596

124

3000

526

100

4000

462

96

5000

405

84

 

 


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