Steroidi anabolizzanti e metodi per aumentare i muscoli

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Nella maggior parte degli sport serve avere muscoli. La massa dei muscoli di un individuo dipende in parte dal suo patrimonio genetico, in parte dall’allenamento, in parte dagli ormoni. Come tutti sappiamo, le masse muscolari si sviluppano dopo la pubertà ed in modo chiaramente maggiore nei maschi rispetto alle femmine. Queste differenze tra sesso e in funzione dell’età dipendono dal fatto che gli ormoni sessuali maschili (androgeni) hanno un forte effetto positivo sulla crescita del tessuto muscolare (effetto anabolizzante). La struttura chimica di questi ormoni è steroidea. I farmaci analoghi degli ormoni maschili si chiamano perciò “steroidi anabolizzanti”. Gli steroidi anabolizzanti (classificazione WADA: S1) sono oggi tra i farmaci che più si utilizzano per scopi di doping per aumentare la massa muscolare. Il loro uso, molto pericoloso per la salute, è ampiamente diffuso in ambito amatoriale anche per soli scopi estetici tra le palestre di fitness.

 

Negli ultimi anni, soprattutto per sfuggire alle autorità anti-doping oramai “sintonizzate” sul problema degli steroidi anabolizzanti, è diventato molto di moda l’utilizzo di altri ormoni che hanno un effetto anabolizzante sui muscoli e che sono inclusi nella classe S2 della lista WADA (ormoni peptidici) .

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Un esempio è l’ormone della crescita (GH), importante per lo sviluppo del bambino sia perché regola la crescita in altezza sia per i suoi effetti sulla massa del tessuto muscolare.
A questo ormone si stanno oggi affiancando altri ormoni dotati di effetti anabolizzanti, come l’insulina, o capaci di alterare la produzione di androgeni come le gonadotropine corioniche (HCG).
Mentre in passato tutti questi ormoni erano estratti da tessuti animali (fatto che comportava grossi rischi di infezione o di malattie prioniche) l’avvento delle moderne tecniche di biologia molecolare consente di avere a disposizione materiale più “pulito”, identico a quello umano (per cui difficilissimo da individuare con i test anti-doping), accessibile a costi minori e in quantità maggiori. E’ quindi prevedibile che queste sostanze saranno sempre più utilizzate in futuro.

Vi sono infine numerose altre sostanze farmacologiche utilizzate in medicina che hanno un effetto anabolizzante sul tessuto muscolare. Un esempio è rappresentato dai farmaci agonisti Beta2 (classificazione WADA: S3) normalmente utilizzati come broncodilatatori. In realtà è proprio l’effetto di broncodilatazione che li ha resi “sostanze vietate durante le competizioni” (avere i bronchi dilatati comporta facilitare in modo anomalo l’apporto di ossigeno ai muscoli). Tuttavia questi farmaci sono utilizzati anche durante gli allenamenti e al di fuori dalle gare da quando gli allevatori di vitelli hanno scoperto che i vitelli trattati con questi farmaci sviluppavano una maggiore massa di carne. La bistecca agli estrogeni è un ricordo del passato, fatto che rende felice i consumatori visto che le quantità di agonisti Beta2 che finisce nei loro stomaci sono praticamente nulle. Anche ai vitelli non importa più di tanto assumere questi farmaci perché gli effetti tossici ad essi legati (ipertensione, infarto cardiaco, ictus) non fanno in tempo a manifestarsi prima del viaggio al macello comunale. Molto invece dovrebbe importare al giovane atleta e al suo “entourage” di allenatori, medici e dirigenti sportivi.

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Fonte: https://fad.motorie.univr.it/dopingnograzie

 


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