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Sostanze e metodi proibiti

L’ambito delle sostanze in grado di alterare le prestazioni atletiche è molto ampio. La redazione di un elenco quanto più possibile completo deve tenere in considerazione alcuni aspetti essenziali. Innanzitutto, molte sostanze dopanti sono farmaci di cui, in particolare condizioni cliniche, l’atleta non può fare a meno (ad esempio il salbutamolo, per il trattamento sintomatico dell’asma). Altre molecole sono invece fisiologicamente presenti nell’organismo (epo ed altri ormoni). Infine, l’ingegno di chi ha interesse a commercializzare queste sostanze è tale da far divenire ben presto superato anche l’elenco più recente.
In una prima classificazione pragmatica, si distinguono le sostanze proibite in esogene ed endogene. Sono considerate endogene tutte quelle sostanze che il nostro organismo può sintetizzare. A questa categoria appartengono gli ormoni sessuali, gli ormoni proteici, la creatina, l’emoglobina. Sono, invece, considerate esogene i composti che l’organismo umano non è in grado di produrre autonomamente, come gli stimolanti, gli analgesici, i diuretici.
Una seconda classificazione si basa sul meccanismo d’azione. Esistono, infatti sostanze in grado di accrescere direttamente o indirettamente:
• la potenza muscolare (creatina, anabolizzanti, glicerolo);
• la disponibilità di substrati energetici (caffeina);
• la resistenza fisica (epo, emoglobina e bicarbonato di sodio);
oppure di ridurre la sensazione di fatica elevando contestualmente la soglia del dolore (allucinogeni e droghe pesanti).
Il 27 novembre del 2002 è stata pubblicata in gazzetta ufficiale il Decreto Ministeriale 15 ottobre 2002 “Approvazione della lista dei farmaci, sostanze biologicamente o farmacologicamente attive e delle pratiche mediche, il cui impiego è considerato doping, ai sensi della legge 14 dicembre 2000, n. 376”
redatta dalla Commissione di vigilanza e controllo antidoping del Ministero della Salute, insidiatasi nel dicembre 2001.
Nella lista figurano le seguenti classi di sostanze:
• stimolanti;
• narcotici;
• diuretici;
• agenti anabolizzanti;
• ormoni peptidici, mimetici e analogici.
Sono, invece, sottoposte a restrizione le seguenti sostanze:
• alcool;
• marijuana e altri cannabinoidi;
• anestetici locali;
• corticosteroidi;
• betabloccanti (utilizzati soprattutto negli sport dove è richiesta massima concentrazione e fermezza: tiro a segno, tiro con l’arco e nuoto sincronizzato).

Gli stimolanti eccitano il sistema nervoso centrale rendendo possibile un aumento delle attività fisiche e psichiche, accrescono l’attenzione, riducono la fatica e possono aumentare competitività e aggressività. Vengono adoperati generalmente negli sport collettivi oppure individuali in cui le prove hanno lunga durata. Gli stimolanti più utilizzati sono le efedrine e la caffeina.
I narcotici aumentano la soglia del dolore, consentendo all’atleta di proseguire le competizioni nonostante affaticamento, crampi muscolari, ed eventuali infortuni. Creano una falsa percezione del pericolo e possono portare alla dipendenza fisica.
I diuretici sono utilizzati con la finalità di diminuire il peso corporeo soprattutto negli sport in cui sono istituite delle categorie di peso: nelle discipline di combattimento, nel sollevamento pesi, nel culturismo, nel canottaggio. In passato sono stati utilizzati anche per provocare una diluizione delle urine dell’atleta che aveva abusato di stimolanti o anabolizzanti steroidei ed impedirne così il rinvenimento.
La precisione delle moderne attrezzature ha vanificato tale uso.
Gli agenti anabolizzanti si suddividono in beta agonisti con effetti anabolizzanti e anabolizzanti steroidi. I beta agonisti sono medicamenti utilizzati per curare l’asma; potenziano la capacità respiratoria e la massa muscolare. Tra di essi si ricorda il clenbuterolo. Gli steroidi anabolizzanti sono derivati sintetici dell’ormone sessuale maschile testosterone e vengono utilizzati allo scopo di aumentare la massa muscolare, parallelamente accrescono l’aggressività e favoriscono in modo consistente il recupero dopo carichi di lavoro particolarmente intensi e protratti. Sono utilizzati soprattutto da atleti dediti a discipline di potenza, quali sollevatori di peso e velocisti. A questa categoria appartiene il nandrolone.
Gli ormoni proteici sono utilizzati per svariati motivi, e l’impiego è favorito dalla relativa difficoltà di rilevamento. I più utilizzati sono l’ormone della crescita (GH) e l’eritropoietina (EPO). L’ormone della crescita viene impiegato come agente anabolizzante, per aumentare la forza, la potenza e la velocità negli sport di breve durata. Non è possibile escluderne la somministrazione in età prepubere al fine di accrescere la statura, requisito indispensabile in alcune discipline sportive (pallavolo, pallacanestro). L’eritropoietina è un ormone renale il cui utilizzo ha la finalità di aumentare la produzione di globuli rossi e quindi la resistenza dell’atleta. Viene utilizzata dai fondisti per migliorare la performance nelle prove di lunga durata: la maratona, la marcia, il ciclismo su strada e il nuoto di fondo.
Tra i metodi di pratica di doping sono elencati il doping ematico, la manipolazione farmacologica, chimica o fisica.

Per ottenere informazioni più dettagliate in merito, si rimanda alla consultazione
dei seguenti siti:
www.medicina.univr.it/SMB/labmed/doping/doping_med.htm
www.tallonediachille.it
www.sportedoping.it

Fonte: http://portale.iims.it/flex/files/D.f109eb7f530d7831b115/cenni_sostanze_dopanti

 

 


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