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Il modello prestativo del calciatore

Oggi, grazie alle nuove tecnologie esistenti, si è in grado di definire con esattezza il modello prestativo di un calciatore.

Se per esempio prendiamo come modello di riferimento la corsa, i parametri saranno rappresentati dalla qualità e dalla quantità di corsa che il calciatore è in grado di compiere durante tutto l’arco della partita. A tale proposito è necessario tenere in considerazione le diverse caratteristiche del giocatore, il ruolo che ricopre e i movimenti che compie durante tutta la partita; questi movimenti possono essere indicati come segue:

sosta

cammino (4 km/h)

jogging (8 km/h)

corsa a bassa velocità (12 km/h)

corsa a moderata velocità (16 km/h)

corsa ad elevata velocità (21 km/h)

Sprint (30 km/h)

corsa all’indietro

Le diverse velocità di qui sopra sono state rilevate in diverse occasioni (varie partite) e mediate tra vari giocatori.

I portieri vengono considerati a parte, essendo un ruolo nettamente differente per la peculiarità della prestazione.

Dall’analisi percentuale della corsa in partita, si è arrivati alle seguenti conclusioni:

per il 17 % del tempo di gioco totale i giocatori stanno fermi;

per il 40% camminano;

per il 35% corrono a bassa velocità;

per l’8% corrono ad elevata velocità;

per lo 0,6% compiono sprint.

Da queste prime analisi risulta chiaro che un calciatore corre in media 10,8 km, con differenze che vanno dai 9 ai 14 km.

Se andiamo invece ad analizzare le diverse corse che si svolgono nel corso della partita, possiamo definire il calcio come una disciplina di tipo aerobico-anaerobico, ove la parte aerobica è rappresentata soprattutto dai periodi di recupero.

I difensori e gli attaccanti percorrono all’incirca la stessa quantità di km di corsa, con una maggiore velocità ed un maggiore numero di sprint rispetto ai centrocampisti.

Gli attaccanti sono quelli che effettuano il maggior numero di colpi di testa; i difensori compiono invece più contrasti.

Per ogni giocatore vengono fatti in media 30 passaggi e 15 intercettazioni.

Altro

I giocatori d’elite:

stazionano o camminano per più della metà dell’incontro;

corrono di più durante il primo tempo rispetto alla ripresa, ma la distanza percorsa ad alta velocità rimane mediamente invariata;

svolgono più corsa ad alta velocità rispetto ai giocatori di livello inferiore.

Ma come prepariamo allora i nostri calciatori alla luce dei dati sopra descritti?

Quando parliamo di allenamento nel calcio, non possiamo fare a meno di citare alcuni autorevoli autori:

Cramer, 1987: “Il miglior maestro per l’allenamento è la gara”.

Northpoth, 1988: “se la gara è il miglior allenamento è anche vero che un buon allenamento deve per forza avere il carattere di una gara”.

Se osserviamo un giocatore durante tutta la partita, notiamo che esso compie varie tipologie di corsa: in linea, con curve, con cambi di direzione, ecc…. Ciò ci porta a dedurre che le varie esercitazioni di corsa nel calcio dovranno porre l’accento su queste caratteristiche, ovvero: corsa in linea, con cambi di senso, cambi di direzione e quant'altro.

Il concetto tradizionale di allenamento calcistico deve essere esteso anche a tutti quei fattori che influenzano la prestazione del giocatore e che contemporaneamente incrementano lo sviluppo della prestazione nel contesto della squadra:

Tecnica (capacità coordinative e capacità cinetiche)

Condizione (forza, velocità, resistenza e flessibilità)

Capacità psichiche

Fattori di salute, costituzionali e di predisposizione

Capacità tattico-cognitive

Capacità sociali

Un allenamento di tipo generico “puro” dovrebbe essere applicato solo in occasione di allenamenti rigenerativi, integrativi, compensativi, ecc…

Come accade nei giovani calciatori, anche gli adulti devono svolgere allenamenti che non siano troppo sbilanciati in nessuna direzione. Tale considerazione è spesso valida per l’allenamento della forza, ove frequentemente si privilegia il potenziamento di determinati distretti e l’ incremento di determinati parametri, trascurando quello che è lo sviluppo armonico dell’ organismo e la necessità di applicare con successo i miglioramenti condizionali alla pratica del gioco.

VELOCITÀ DEL CALCIATORE

Velocità percettiva
Capacità di comprendere ed intervenire rapidamente durante una determinata situazione di gioco.

Velocità di anticipazione
capacità di intuire in brevissimo tempo lo sviluppo del gioco e soprattutto il comportamento dell’avversario.

Velocità di decisione
Capacità di decidere rapidamente quale tra le varie azioni sia meglio scegliere ai fini di una corretta prosecuzione del gioco.

Velocità di reazione
Saper reagire velocemente in relazione a situazioni di gioco imprevedibili.

Velocità motoria ciclica ed aciclica
Capacità di eseguire movimenti ciclici ed aciclici, senza e con il pallone, ad elevata velocità.

Velocità d’azione
Capacità di eseguire azioni specifiche rapidamente.

Velocità di intervento
È la capacità di intervenire nel minor tempo possibile e con la massima efficienza, facendo valere tutte le qualità: cognitive, tecnico-tattiche, fisiche, ecc.

La flessibilità
Per un calciatore la flessibilità è di grandissima rilevanza, soprattutto al fine di prevenire gli infortuni che accadono durante la gara. Di qui l’importanza di una corretta preparazione atletica, soprattutto ad alto livello.

 

 


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