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Integrazione con Omega 3

Gli acidi grassi Omega 3 non sono una novità. Alcune decine di anni fa, del resto, veniva dato ai bambini l'olio di fegato di merluzzo, del quale i meno giovani ricordano ancora il cattivo sapore. Oltre ad altre vitamine liposolubili, esso conteneva anche gli Omega 3. L'utilità di queste sostanze, in ogni caso, era stata scoperta molto tempo prima. Oltre 70 anni fa, infatti, era stato evidenziato che esistevano alcuni acidi grassi "essenziali", vale a dire con una struttura molecolare che, esattamente come quella delle vitamine e di alcuni aminoacidi, non può essere prodotta dal nostro organismo; proprio per questa ragione qualche studioso parlò anche di "vitamina F", dall'iniziale della parola "fat" (grasso in inglese). Si trattava di acidi grassi che avevano un doppio legame nella posizione 3 e, rispettivamente, nella posizione 6 a partire dal metile terminale; per questo vennero denominati "acidi grassi Omega 3" e "acidi grassi Omega 6". Questi ultimi sono di solito presenti in abbondanza negli alimenti che vengono consumati abitualmente e, dal momento che fra Omega 3 ed Omega 6 è bene che ci sia un equilibrio, è un grave errore assumerne un'ulteriore quantità con l'integrazione. Sono soltanto gli Omega 3 che è bene assumere con regolarità.

Perché, allora, negli ultimi tempi si parla tanto degli Omega 3?
Le ragioni sono varie. La prima è che si sono capite fino in fondo alcune sue funzioni, in particolare quella di entrare nella struttura delle membrane di tutte le cellule del nostro organismo ed anche nelle membrane dei mitocondri, le "centrali energetiche" delle cellule stesse, oltre che quella di favorire la produzione nel nostro organismo delle forme più favorevoli di alcuni ormoni particolari, gli eicosanoidi, sostanze di vario tipo, capaci di agire su vari organi e apparati del nostro corpo e - a seconda dei casi - di dare un'efficienza fisica e mentale maggiore o minore e di rendere più o meno probabile l'insorgenza di molte malattie.
La seconda ragione per la quale gli Omega 3 sono tornati alla ribalta è che ci si è resi conto che le quantità che devono essere assunte ogni giorno dall'uomo sono assai superiori di quelle credute fino a qualche tempo fa e, in ogni caso, molto più alte di quello che è l'apporto quotidiano con gli alimenti (anche nel caso che si consumi pesce varie volte la settimana). Negli ultimi decenni, inoltre, si consumano cibi sempre più poveri di Omega 3.
È del tutto consigliabile, dunque, assumere con regolarità Omega 3. Il dottor Barry Sears, il ricercatore statunitense che ha messo a punto la dieta Zona, ritiene che proprio in questa strategia alimentare gli Omega 3 costituiscano un tassello fondamentale; egli consiglia di assumere almeno 2 grammi di Omega 3 al giorno, sotto forma di olio di pesce. Ma dal momento che l'assunzione deve essere consistente e quotidiana, si deve essere sicuri che l'olio di pesce sia esente da metalli pesanti (mercurio, piombo), da diossina, da pesticidi e dalle altre sostanze nocive che l'uomo da anni scarica nei mari e che purtroppo finiscono per accumularsi nel grasso dei pesci. Se si assumesse abitualmente olio di pesce non raffinato nelle quantità che vengono oggi raccomandate, infatti, a lungo andare i metalli pesanti e i pesticidi potrebbero risultare dannosi per il nostro organismo.
In commercio ci sono fondamentalmente tre tipi di integratori di acidi grassi Omega 3 (olio di pesce):
• quello di qualità commerciale, il meno pregiato, non concentrato né depurato; è molto povero in acidi grassi Omega 3 a catena lunga (quelli benefici per la salute): ne contiene circa il 15%; talvolta contiene anche acido arachidonico;
• quello di grado standard, il più presente sul mercato: in genere contiene fra i130 e i140% di Omega 3 a catena lunga e anche una certa quantità di acidi grassi saturi e di inquinanti;
• quello di grado RX, ottenuto attraverso un processo di distillazione molecolare multipla, quindi concentrato e distillato, senza impurità né contaminazione, senza inquinanti e senza grassi saturi, con il 60% di Omega 3 a catena lunga e con il rapporto ideale (2 a 1) fra EPA e DHA, i due Omega 3 più importanti.
Ovviamente l'olio di pesce meno pregiato ha un costo apparentemente inferiore. Se, però, si va a calcolare il costo per ciascun grammo di acidi grassi Omega 3, ci si accorge che il più economico è proprio quello di grado RX.

Perché, dunque, si deve scegliere Omega 3 RX?
È PURO: a differenza degli altri tipi di olio in commercio Omega 3 RX è infatti privo di contaminanti;

È CONCENTRATO: data l'alta concentrazione di Omega 3 a catena lunga (60%) È EFFICACE: dato il rapporto ideale di 2 a 1 tra EPA e DHA;
È INTEGRO: l'olio di pesce è di solito un prodotto delicato e facilmente deteriorabile; con Omega 3 RX è utilizzata una tecnologia che consente di ottenere un olio di pesce non ossidato e che conserva tutte le caratteristiche positive che ha in natura;
È DIGERIBILE: contiene una bassa percentuale di acidi grassi saturi (che sono invece presenti in discreta quantità nell'olio di pesce grezzo o in quello di bassa qualità e che possono essere nocivi per la salute).

L'olio di pesce si trova in commercio sia in capsule sia liquido. La forma liquida è senza dubbio più comoda quando se ne devono consumare parecchi grammi ogni giorno; d'altro canto ci sono persone cui dà fastidio il sapore dell'olio di pesce; in questo caso l'olio in capsule è la migliore soluzione.

 

 

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