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PICCOLI AMICI
Per pianificare correttamente l’attività dei piccoli amici dobbiamo analizzare rigorosamente la situazione di partenza. In questo senso, le variabili più importanti da tenere in considerazione, soprattutto ad inizio stagione, sono:
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la frequenza di malattia che colpisce i bambini;
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i problemi legati ai genitori più apprensivi;
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la pigrizia da parte dei genitori di portare i bambini alla seduta di allenamento;
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l’entusiasmo dei bambini nei confronti dell’allenamento.
Dal punto di vista pratico dobbiamo insegnare ai bambini a muoversi correttamente nello spazio: camminare, correre, saltare, strisciare, rotolarsi per terra e lanciare oggetti; tutto ciò attraverso una serie di giochi che siano in grado di stimolare la fantasia motoria dei giovani giocatori: percorsi misti, staffette, ecc. Mezzi da utilizzarsi per questi gochi sono anche la funicella, gli appoggi, gli ostacoli e i cerchi.
Per quel che concerne la sfera coordinativa, è necessario lavorare soprattutto sull’equilibrio statico e dinamico, sulla differenziazione cinestesica, sull’orientamento spazio-temporale, sulla combinazione e fantasia motorie. Ciò deve essere proposto attraverso esercitazioni divertenti e di facile comprensione. Inoltre, sono molto importanti le partite su campo ridotto, che hanno la funzione di incrementare nel bambino la collaborazione con i compagni, migliorando il dominio ed il controllo della palla.
L’ordine di pianificazione annuale proposto è il seguente:
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attività ludico-motoria, incentrata sulla percezione del corpo e sulle capacità coordinative;
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attività comprendenti più sport, come il mini-volley, il mini-rugby, i percorsi motori misti e la preacrobatica;
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organizzazione di partite con altre squadre di uguale età;
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attività generali che siano in grado di avvicinarsi maggiormente al gioco del calcio per uno sviluppo più scrupoloso dei fondamentali tecnici;
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portare con gradualità i bambini a giocare partite 5 contro 5.
PULCINI 8-10 ANNI
Durante la fascia d’età che va dagli 8 ai 10 anni, il bambino è in grado di ragionare nell’ambito di operazioni più concrete e focalizza la propria attenzione su più attributi di un oggetto o di un evento, per cui è anche capace di analizzare varie situazioni di gioco.
Il lavoro da impostare riguarda prevalentemente la differenziazione cinestetica, la lateralizzazione e la strutturazione spazio temporale degli spostamenti in rapporto alla palla. A quest’età Il bambino dovrebbe essere già in grado di correre con la palla ai piedi e superare l’avversario, colpire il pallone per tirare in porta e sentire grossolanamente il senso di squadra. Durante la categoria dei pulcini il bambino è già pronto ad affrontare giochi di regole e competizione.
Gli schemi motori di base dovrebbero essere stati recepiti correttamente durante la categoria precedente e la coordinazione oculo-manuale è ormai completa.
L’organizzazione spazio temporale è ancora in evoluzione, ma è possibile richiedere al bambino movimenti più precisi e richieste motorie più complesse.
Il relazionarsi con l’ambiente circostante e il rispetto per le regole portano il bambino ad integrarsi meglio con gli altri compagni di squadra.
I bambini sono in grado di dominare il proprio impulso, mostrando un maggiore adattamento alle diverse situazioni di gioco proposte.
Si assiste ad un rapido e progressivo incremento della capacità di apprendimento motorio, con un notevole aumento della capacità di comprendere compiti motori più vicini al proprio modello prestativo.
ESORDIENTI
Il principale obiettivo di questa fase della crescita del ragazzo è quello di proseguire nella preparazione multilaterale ad indirizzo più specifico, cercando di eseguire, in modo dettagliato, i gesti tecnici e i fondamentali del gioco.
È importante creare i primi presupposti per il buon gioco collettivo. Il corretto comportamento tattico arriverà solo dopo i 12 anni, cioè quando la capacità mentale del ragazzo sarà abbastanza sviluppata. I giocatori dovranno arrivare da soli all’acquisizione di un determinato concetto.
Durante le varie sedute di allenamento si continua ad inserire esercitazioni di carattere generale.
Gli esordienti affrontano più volentieri le esercitazioni tecniche analitiche. Tuttavia, il gioco continua a rispondere appieno alle aspettative ed ai desideri dei ragazzi.
Si lavora soprattutto sul consolidamento dei seguenti schemi motori di base: schema corporeo, strutturazione spazio-temporale, equilibrio, controllo della postura e lateralità dominante.
Dal punto di vista fisico, non vengono ancora eseguite esercitazioni troppo specifiche, soprattutto per quel che concerne lo sviluppo della forza muscolare massimale.
ORGANIZZAZIONE DELLA SEDUTA DI ALLENAMENTO E SCELTA DEI CONTENUTI
La durata di ciascuna seduta di allenamento varia a seconda della categoria di appartenenza del ragazzo: piccoli amici 60-80 minuti, pulcini 80-90 minuti, esordienti 90-110 minuti.
Vengono svolti soprattutto lavori a stazioni con livelli di difficoltà crescenti e, quasi sempre, con la presenza di un avversario in campo.
All’inizio dell’allenamento vengono proposti giochi di attivazione motoria; durante la seconda fase si lavora soprattutto sui giochi di situazione e di confronto, sui percorsi motori misti e sulle esercitazioni tecniche. Alla fine della seduta si da spazio al gioco libero oppure al gioco a tema.
La scelta dei metodi di insegnamento (induttivo-deduttivo, di risoluzione dei problemi e della correzione degli errori) dovrà essere correlata dalla valutazione dell’allievo (soggettiva e oggettiva, soprattutto nei periodi iniziali: settembre/ottobre). La valutazione oggettiva è costituita dai tests coordinativi e organico-muscolari, dai circuiti di abilità, ecc.
Durante i periodi successivi a quello iniziale si dovranno effettuare delle valutazioni più approfondite, utilizzando specifici tests e codici di valutazione.
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