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Nel caso delle ferite caratterizzate da estesa perdita di sostanza o infette, e pertanto complicate da un’ importante risposta infiammatoria, la rigenerazione delle cellule parenchimatose non è di per sé sufficiente a ricostituire l’ integrità tissutale durante le prime fasi della riparazione, ma è necessaria una massiccia produzione di tessuto di granulazione che ha il compito di riempire la vasta area di perdita di sostanza compresa tra i due margini (non affrontati) della ferita. In questo caso la riepitelizzazione è più prolungata e meno efficiente e la deposizione di fibre connettivali più cospicua. Gli esiti cicatriziali delle ferite che vanno incontro a riparazione per seconda intenzione sono dettati dalle caratteristiche intrinseche del processo riparativo che richiede una intensa attività delle cellule infiammatorie (per la rimozione delle cellule necrotiche, dei detriti tissutali, dell’ esteso coagulo), ed un’ estesa formazione di tessuto di granulazione, con la concomitante produzione di ECM e vasellini neoformati. In genere maggiore è l’ estensione del tessuto di granulazione maggiore è l’ estensione della cicatrice connettivale. Un fenomeno rilevante del processo di riparazione, presente anche nella guarigione per prima intenzione ma molto più rilevante in quello per seconda intenzione, è la contrazione della ferita, tanto più importante quanto più estesa è stata la perdita di tessuto e la formazione di tessuto di granulazione. La contrazione può essere molto cospicua arrivando in alcuni casi a ridurre la superficie della lesione anche al 10% di quella originaria, ed è dovuta sia alla disidratazione del coagulo (soprattutto alla superficie esposta all’ aria), sia all’ azione dei miofibroblasti.
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