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Il metodo delle pliche cutanee è quello più usato per stimare il grasso corporeo.
Il plicometro è un calibro che misura i mm di spessore della plica; tale misura può essere effettuata in varie sedi, quelle più utilizzate sono rappresentate da:
Plica Tricipitale: tale misura viene effettuata sul lato posteriore del braccio, a metà strada tra l’acromion e l’olecrano.
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Plica bicipitale: alla stessa altezza della plica tricipitale, ma sul lato anteriore del braccio.
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Plica sottoscapolare: sotto la punta inferiore della scapola, a 45 gradi sulla verticale.
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Plica sovrailiaca: sopra la cresta iliaca, lungo la linea ascellare media.
In generale, le misure vengono fatte sul lato non dominante, almeno tre per ogni plica. Dalla somma delle pliche, utilizzando diverse equazioni, si ottiene il valore della densità corporea. Dalla densità corporea si ottiene la percentuale di grasso corporeo.
Metodo 3 pliche (Jackson-Pollock). Uomo: pettorale, addominale, anteriore coscia; donna: tricipitale, sovrailiaca, anteriore coscia.
È indicato per gli atleti, soprattutto per quelli che possono avere una distribuzione difforme della muscolatura nei vari distretti corporei.
Metodo 4 pliche (Durnin-Womersley): tricipitale, bicipitale, sottoscapolare, sovrailiaca.
È il metodo utilizzato soprattutto in quei soggetti che presentano adiposità di tipo aneroide.
Metodo 7 pliche (Jackson-Pollock ): pettorale, ascellare media, tricipitale, sottoscapolare, sovrailiaca, addominale, anteriore coscia).
Tale metodo viene usato nella valutazione del cosiddetto soggetto "normale".
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