|
Attraverso lo strumento isocinetico è possibile valutare la forza in condizioni di movimento a velocità costante. Tale apparecchio è in grado di eseguire lo stesso esercizio con velocità diverse, dando la possibilità di misurare la relazione tra il momento di forza e la velocità angolare.
Il test isocinetico, indipendentemente dalla sua scarsa correlazione con il gesto atletico svolto in partita o in allenamento, è utile per confrontare la forza di singoli gruppi muscolari e la correlazione esistente tra agonisti ed antagonisti (quest’ultimo dato è utile per la prevenzione di incidenti muscolari).
Dal punto di vista pratico dobbiamo considerare l'articolazione interessata al movimento, la velocità angolare (si misura in gradi al secondo; minore è la velocità angolare e maggiore sarà lo stress subito dall’ articolazione; le velocità utilizzate normalmente variano da 70 a 380 gradi/sec), il numero di ripetizioni (in genere 4-6 ripetizioni) e l’impegno massimale da parte dell'atleta.
Parametri da misurare:
- decremento del lavoro in una serie di contrazioni muscolari svolte durante un intervallo di tempo prestabilito;
- massima forza che il muscolo è in grado sviluppare ad ogni velocità;
- lavoro espresso in Newton/m o Joule;
- potenza massima espressa in watt.
Ritardi tra la contrazione dei flessori e quella degli estensori sono spesso sintomo di un’anomalia. Si guarda per esempio alla pendenza della parte finale della curva e se questa è concava, anziché convessa, significa che l'atleta ha delle difficoltà ad esprimere forza durante le fasi finali. La pendenza della prima parte esprime invece la rapidità con cui il muscolo raggiunge il suo valore massimo di forza.
Bibliografia:
CARMINATI, DI PALMA E SCALA: METODO SPERIMENTALE PER LA PREPARAZIONE ATLETICA DEL CALCIATORE; CALZETTI MARIUCCI 1997
Bosco C.:
“La valutazione della forza con il test di Bosco” - S.S.S.;
Roma, 1992.
Bosco C.: “La forza
muscolare-aspetti fisiologici ed applicazioni pratiche” – S.S.S.;
Roma, 1997.
|